Login

Username
Password *
Ricordami

Il Presepe della cattedrale di Alife

 

Il mistero della Natività del Figlio di Dio fatto uomo per noi è sviluppato nel nostro presepe attraverso quattro momenti significativi quali la natività, l'adorazione dei pastori, l'adorazione dei magi ed infine la scena della locanda....

 

L'ANNUNCIO AI PASTORI - La seconda scena e quella più sviluppata nel presepe napoletano. I Pastori come ci racconta sempre l'evangelista Luca furono i primi a ricevere il lieto annunzio della nascita del Messia: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore" (Lc 2,8) ma anche i primi a riferire agli altri, come primi missionari, quanto avevano contemplato. Ecco apparire allora: Benino, il pastore dormiente, il pastore della meraviglia e tutti gli altri che recano Bambino Gesù soprattutto agnelli, agnelli all'Agnello di Dio venuto a salvare l'umanità.

LA LOCANDA
- Il vangelo di Luca afferma che vi era posto per Maria e Giuseppe nella locanda (in greco Katalùma Lc 2,7) per questo trovarono ricovero in una stalla insieme agli animali . La locanda rigurgita anche nel nostro presepe di persone, di bambini (con allusione alla storia di San Nicola di Bari, nelle vesti di monaco che in un albergo fece uno dei suoi strepitosi miracoli resuscitando dei bambini affettati dall'oste) per questo l'immagine del monaco si trova sempre in prossimità della locanda nel presepe napoletano.

LA NATIVITA' - La scena della natività è presentata in mezzo al rudere romano di un tempio. Esso indica due aspetti: uno cronologico, cerca di contestualizzare l'evento all'epoca dellimperatore romano Cesare Augusto, (come racconta il testo di Lc 2,1), e l'altro simbolico, in quanto il tempio diroccato rappresenta la fine della religione pagana e l'affermarsi della fede cristiana. Nel nostro presepio con ardita intuizione l'autore ha scelto la cripta della Cattedrale, realizzata nel cuore del Medioevo da Rainulfo III secondo lo stile dell'architettura roamnica, ma con utilizzo di molteplici materiali provenienti dal teatro romano adiacente l'area della Cattedrale.

L'ADORAZIONE DEI MAGI - Seguendo la stella i Magi secondo il racconto di Mt (2,1 - 15) arrivarono alla capanna. Essi venivano dall'Oriente, forse dalla lontana Persia. Sul numero dei Magi sono state fatte diverse ipotesi. Nei testi siriaci si parla di 12, sopratutto di un quarto mago di nome Artibano di Ecbatana, in ritardo rispetto ai tre. Secondo la leggenda dopo roccambolesche avventure riuscì ad arrivare al bambino. Ogni epoca ha cercato di dare un volto a questi magi: chi ha sottolineato la loro diversa provenienza (Asia, Africa ed Europa, mancano gli altri due che non erano ancora stati scoperti); chi le diverse età (giovinezza, maturità, vecchiaia); chi ha dato loro nomi (Melchiorre, Gaspare e Baldassare), chi sopratutto ha fatto attenzione ai doni (oro, segno di regalità; incenso, segno di adorazione; mirra segno di umanità) a significare le qualità del destinatario di tali doni: re Messia, Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo. Gli stemmi posti sui mantelli dei tre personaggi sono un omaggio alla succesioneapostolica. I Magi furono coloro che annunciarono la nascita di Cristo al mondo anche lontano, così essi rappresentano i Vescovi, mandati nella nostra terra ad annunciare e custodire la vera fede: il primo stemma è di Gennaro Di Giacomo (vescovo di Alife e telese dal 4 marzo 1849 al 1873); il secondo è di Settimio Caracciolo (vescovo di Alife dal 1898 al 10 aprile 1911); il terzo è del nostro Vescovo attuale, Mons. Pietro Farina (vescovo di Alife dal 1999).

I Pastori del Sannio

 

Statistiche

Visitatori
3
Articoli
61
Visite agli articoli
1879885

Iscriviti alla Newsletter