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Lungo la via - Questo è il tempo favorevole!

C’è fermento in Alife! Fermento soffuso di persone che desiderano costruire il nuovo, che si preoccupano del futuro della Città, che sono in cerca di soluzioni per superare una fase di grave stallo: morale, religioso, politico, che tutti percepiscono e che talora ricorda quel “dilagare dell’iniquità” di cui parla Gesù nel Vangelo di Matteo (24,12).

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Chi mi conosce sa che non sono un catastrofista e ritengo che il bene sia sempre possibile, e più che vivere di nostalgie e di rassegnazioni occorre rimboccarsi le maniche e impegnarsi a volare alto.
La tentazione è quella di abbandonarci a formule magiche, a “quello che si è sempre fatto” e che viene presentato come “il nuovo che avanza”, o a fare scelte irrazionali, a confidare nel magico e nell’occulto. Sono soluzioni che finora hanno portato solo decadenza e rassegnazione.
La Quaresima ci invita a battere strade nuove, evangeliche, a cambiarci dentro, a non lasciarci vivere, ma ad appassionarci alla nostra vita, alla nostra comunità, alle persone con cui condividiamo i giorni e le scelte di fede…
Non si tratta di fare qualche pratica devozionale in più, ma di spezzare il cerchio soffocante del nostro individualismo che rende inutili perfino grandi opportunità di crescita come i Sacramenti; di aprirci a gesti nuovi di generosità, ad una esperienza religiosa più seria e consapevole, al gusto di fare qualcosa che non abbia come motivazione solo il nostro tornaconto.

La Parola di Dio ci dice che questo è possibile, che questo è il “tempo favorevole” che Dio ci offre per ricominciare e per tornare ad appassionarci. Ci propone TRE STRADE: la preghiera fatta con il cuore, che ci riscalda dentro e ci libera dalle paure; il digiuno (non solo riferito al cibo o a piccole pratiche) che è liberare la vita dalle cose inutili, capaci di affogarci in una sazietà spirituale che inibisce ogni desiderio di crescere; l’elemosina che non è dare con sufficienza qualche euro, ma accorgerci degli altri, soprattutto dei più poveri, facendoci carico della loro sofferenza e dei loro problemi. Sono tre percorsi che la Chiesa ci propone non per farci sentire ipocritamente a posto con la coscienza, ma per rimetterci in cammino, per uscire dai nostri pensieri e stili di vita asfittici ed aprirci a nuove possibilità di esistenza, per appassionarci al meglio che ci propone Dio e che ci chiedono i fratelli.
Penso che di fronte ad uno che si appassiona al bene sia difficile non prendere posizione e non lasciarci contagiare. Alife nel corso della sua lunga storia ha vissuto tante epidemie distruttive.
In questa Quaresima ognuno di noi, impegnandosi a fare qualcosa di diverso, di meglio, di più autentico, può diventare “untore”, ma di una “peste” buona, che contagia nel bene e ridona vita e speranza.
La prossima Pasqua sarà allora non la commemorazione stanca dell’evento della morte e risurrezione di Cristo o una ricorrenza cristiana che qualcuno vive da pagano, ma la Festa di noi che abbiamo sperimentato che il meglio può accadere, che una vita diversa è a portata di mano e che è possibile risorgere e ricominciare. Anche ad Alife.

+ don Valentino

 

 

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