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Lungo la via - Cosa nostra, cosa di Dio (2)

L e luci, i suoni, le tante iniziative, le belle tradizioni familiari in questi giorni illuminano la nostra realtà quotidiana. L’atmosfera magica che si crea ci porta a vedere tante cose, che normalmente non notiamo, tra cui il volto dei poveri, dei tanti poveri presenti accanto alle nostra case e, per alcuni, anche la Chiesa con i suoi riti e i suoi messaggi, sovente ignorati...

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È una sensazione speciale che non deve avere l’odore e la durata dei fuochi d’artificio, che brillano, ma subito si trasformano in cenere: una cosa morta e senza futuro. A questo ci porta una certa cultura consumistica e individualistica, che purtroppo investe anche il Natale e di questo evento fa vedere ingombrante proprio ciò che sta alla sua origine: la nascita del Figlio di Dio nella natura umana. Talora cade anche nel ridicolo come quando, coprendosi di rispetto (ipocrita) per i credenti di altre Religioni, cerca di sterilizzare il Natale, trasformandolo in “festa dell’inverno” o altro, con il risultato di far perdere il significato autentico di questa ricorrenza ai nostri bambini e di non aiutare gli altri a capire chi siamo e cosa facciamo. Com’è avvenuto in una delle Scuole del nostro territorio, dove la Dirigente ha invitato il parroco, con la richiesta di fare un discorso “laico” sul Natale…., senza capire che la società pluralistica, il dialogo e il rispetto tra diversi, anche nel campo religioso, non si costruiscono camuffandosi, ma rivelandosi per quello che si è, rispettandosi, impegnandosi a dialogare ed a scambiarsi le ricchezze di cui ogni persona, cultura e religione è portatrice. Ma non dobbiamo arrenderci a questa alluvione di camomilla e renderci conto della ricchezza che il Natale porta nella nostra vita, nella vita della nostra Città. Cosa ci dice il Mistero del Natale, cosa dice ad Alife, la nostra Città? Natale ci rivela la bellezza di essere uomini, semplicemente uomini: è questo messaggio di grandezza della nostra umanità che l’incarnazione del Figlio di Dio trasmette a noi credenti. Siamo avvezzi a selezionare e a scartare in base a discutibili criteri, legati al potere o al possesso, a considerare il valore delle persone in base al reddito, alla posizione sociale, all’età, alle condizioni di salute….. Natale ci invita a guardare oltre le apparenze per scoprire la fortuna di essere persone umane e di promuovere umanità in noi e negli altri, scendendo da falsi e artificiosi piedistalli per aiutare i nostri simili, penalizzati dalla vita, a rialzare la testa ed a recuperare dignità. Questo ci insegna il Mistero del Natale! Alla nostra Città, il Mistero del Natale rivolge l’invito a colmare i tanti burroni che negli anni si sono creati tra persone, famiglie, gruppi appartenenti a formazioni politiche diverse, tra generazioni… e a ricostruire la Città, non separandosi ed edificando piccoli fortini per difendersi e chiudersi in se stessi, angosciati dalla paura degli altri e dai propri interessi, ma unendosi e lavorando insieme per il bene di tutti. Infatti, nessuno gioverà ad Alife da solo o schiacciando l’altro, ma costruiranno un futuro migliore, più giusto e fraterno, soltanto quanti metteranno insieme, con fatica e coraggio, le tante ricchezze umane presenti nella nostra città, cui le generazioni passate ci hanno educato e che la luce della grotta di Betlemme prepotentemente rivela. Durante la Messa festiva delle 10.30, in Cattedrale, al momento del Padre nostro, i bambini e gli adulti si prendono per mano: vogliono lanciare il messaggio che solo accogliendosi per quello che si è e “dandosi una mano” si è persone umane, e che “gli altri” sono nostri, Alife è cosa nostra, perché “cosa” di quel Dio che diventando Bambino, ha fatto una scommessa sulla nostra riuscita.

+ don Valentino

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